Friday, June 3, 2016

Capitolo 1: Il risveglio della Fiamma

Il risveglio della Fiamma

Introduzione
Dalla nascita della Prima Fiamma, numerose ere sono passate, ere di luce, ere di prosperità.
Questo grazie ai signori dei tizzoni che, prendendo esempio da Gwyn, il primo Lord of Cinder, immolarono le loro spoglie mortali per far perdurare l'era del fuoco.
Ma, come si suol dire, ogni cosa ha un suo inizio ed una sua fine: la fiamma, vincolo dopo vincolo, s'è indebolita fino a divenire un semplice eco della grandezza d'un tempo.
Lothric è il punto di convergenza dei cicli precedenti, il regno del fuoco non-vincolato, della maledizione incombente.
Yhorm il gigante, la legione dei non-morti di farron, Aldrich. Tutti signori dei tizzoni che si sono risvegliati al suono della campana e che devono essere riportati ai loro troni.
Il mondo ormai è al collasso, e sarà compito di un non-morto, un essere infimo, indegno, risanare la fiamma e la realtà.
Sempre se così sarà.

Capitolo 1
V'era un luogo, ai piedi della grande città-fortezza di Lothric, ove tutte le anime spente si radunavano.
Esso era un luogo desolato, un luogo di morte.
Li la vita e la morte si mescolavano in un turbinio d'irrazionalità: dai cicli passati, eroi rinascevano dalle loro tombe, trovandosi d'innanzi un mondo pazzo e oscuro.
Da quando i Signori dei Tizzoni si sono risvegliati, niente è più come prima: innumerevoli minacce si sono sovrapposte alla già precaria stabilità del regno di Lothric.
Il cimitero, perché così si può definire quel luogo ameno, pullulava di tombe marmoree, accatastate in ampi mucchi e lasciate a se stesse, erose dagli elementi e dal tempo.
Una di esse rotolò lentamente, scostandosi dal mucchio e poggiandosi, delicatamente, a terra: essa si trovava in una stretta gola, unica voce fuori dal coro fra le tante.
Questo non poteva far altro che presupporre un cambiamento.
Il corpo, dapprima immoto, presente dentro la bara, iniziò lentamente a ricolmarsi di calore e, nel giro di qualche secondo, esso fu nuovamente cosparso dalla fiamma vitale.
Il nuovo non-morto uscì lentamente dal suo giaciglio, confuso e rintronato: in vita fu cavaliere, ed in non-morte rimarrà tale.
Il suo nome era ormai perso nelle ere, chissà s'egli stesso se lo ricordava ancora...
Una fiamma sopita di tante che, prima di lui, si sono risvegliate dall'oblio della morte e si sono addentrate nella minacciosa Lothric.
Non una parola fu emessa dall'Unkindled, non un verso; non era suo dovere parlare, non è il dovere di nessuna fiamma sopita: solo la missione, solo la fiamma.
I Signori dei Tizzoni non siedono sui loro troni.
Sguainò la spada, il nostro campione della cenere, addentrandosi sospettoso in quella gola, interrogandosi sulla sua missione e sulla sua stessa esistenza.
Ecco che una figura incapucciata, afflitta, pazza, si stagliò nel raggio visivo del cavaliere; una figura emaciata, vuota, osservava nel silenzio la sua follia.
Fu quasi un atto di pietà quello dell'Unkindled, che falciò, privo di sentimento alcuno, la vuota creatura.
Probabilmente gli esseri vuoti lo nauseavano, come forma inferiore del suo stesso essere: tutti gli Unkindled sono Non-morti, non tutti i non-morti sono Unkindled.
Probabilmente, per la fiamma sopita, lo stesso pericolo di diventare vuoto era scongiurato, lui era vivo per volere della Prima Fiamma stessa, per tentare la svolta in quel mondo ciclico.
Dopo il recupero della Fiaschetta d'Estus cinereo, altri nemici caddero sotto i colpi del cavaliere: uno dopo l'altro i loro corpi straziati si ammassavano sul terreno, lordando del loro sangue oscuro l'incontaminato terreno.
Il primo bivio che si presentò d'innanzi alla fiamma sopita lo portò verso una nuova radura, superata una pozza d'acqua.
Sulla destra del loco giaceva, dormiente, una lucertola di cristallo, eppur non la stessa creatura che l'unkindled vide eoni orsono nel suo ciclo. Questa, probabilmente, era cresciuta nutrendosi d'anime e sopravvivendo a più vincoli.
Lothric è ricettacolo di esseri infinitamente pericolosi.
Temprato da innumerevoli battaglie, il campione della cenere s'avventò sulla creatura.
Duro fu il combattimento, tanto che la stessa lucertola di cristallo ferì innumerevoli volte il non-morto: il suo soffio cristallino era mortale, e le sue cariche difficili da evitare.
Però, infine, il primo grande ostacolo dell'ascesa della Fiamma Sopita venne superato e la creatura di cristallo cadde, trafitta innumerevoli volte dalla lama esperta di un cavaliere secolare.
Ora il campione della cenere, ferito e barcollante, si diresse verso una salita, percorrendola in tutta la sua lunghezza.
Alle sue spalle si stagliavano le Mura del Castello di Lothric, imponenti e ginormiche; d'innanzi a lui, invece, il Santuario del Vincolo, loco primitivo d'ogni prescielto dalla fiamma.
Solo un ultimo ostacolo separava il campione dalla sua meta.
Prima di tutto, però, egli accese il falò, riposandosi per una quantità di tempo che gli sembrò infinita: quella sensazione era talmente ancestrale da fargli trascendere il tempo.
Quel luogo, in parte, era anche casa sua, come fu la casa di migliaia di non morti.
Le sue fiaschette d'Estus erano ricolme della bevanda tanto amata dai vacui, pronte per essere sfoderate nei momenti di bisogno.
Successivamente al falò, una lunga discesa portò l'Unkindled verso una serie di nemici che, in pochi colpi, vennero rapidamente liquidati.
Essi, ormai, erano vuoti e privi di coscienza, mossi solamente dall'istinto e dalla brama per le anime: creature sin troppo facili da uccidere per un combattente esperto e calcolatore, amico della sua spada e fratello del suo scudo.
Si fece strada, intrepido, sino ad un immenso spazio, costeggiato da bare e sormontato da alberi secolari.
Al centro d'esso giaceva una figura inerme, inginocchiata: stringeva qualcosa al petto, sembrava afflitta.
Rapidamente l'Unkindled intuì la solennità del luogo stesso, camminando a spada tratta sino l'immota creatura.
Una spada ne perforava il ventre, mentre la schiena era invasa da viscide escrescenze.
Lentamente il Non-Morto estrasse la spada, causando una discreta perdita di sangue nonché un primo movimento da parte dell'inerme figura.
L'essere, che da tanto tempo li giaceva, è ora sveglio, pronto a saggiare la potenza del Campione della Cenere, scrollandosi di dosso un intorpidimento secolare ed afferrando la sua lancia.
Gundyr era il suo nome, un nome arcaico dalla storia infelice.
Il suo ruolo, invece, quello di giudicare il prescelto.
I primi colpi di lancia furono facilmente schivati dal Campione della Cenere che, a sua volta, rispondeva con ampi fendenti della sua spada lunga.
La battaglia infuriava in un corpo a corpo distruttivo, degno d'un'epopea.
Poi un cambio repentino.
Gundyr, il giudice, rimase ferito profondamente dai colpi del Non-morto, crollando in ginocchio
esanime: eppur la sua vera forza era lungi dall'essere svelata.
I viscidi tentacoli sulla di lui schiena iniziarono ad animarsi, esplodendo in una forma draconica composta interamente da fibre di pura corruzione, sormontata da due occhi rossi usciti dall'Abisso stesso.
Il giudice aveva rivelato la sua natura corrotta.
L'imponenza della creatura rese complesso il combattimento della fiamma sopita: ampi colpi venivano portati dall'alto, costringendolo a schivare celermente in cerca del varco per poter finire Gundyr.
Dopo diverse ferite il cavaliere riuscì ad aprire le difese dell'abominio, districandosi tra le sue fibre corrotte ed arrivando sino al corpo originale e puro.
La lama della sua spada trafisse il giudice, perforandolo da parte a parte.
Non più sangue usciva, ma sola cenere e vapore.
Più la spada veniva spinta a fondo, più Gundyr diveniva immoto, finché l'ultimo alito vitale non si spense sulla sua bocca corrotta.
Gundyr il giudice, finalmente, aveva trovato un Unkindled degno di portare avanti la sua missione.
S'accasciò a terra, l'imponente figura, per poi dissolversi sotto gli occhi imponenti del vittorioso Non-Morto.
Con la spada a spirale in mano, la Fiamma Sopita s'incamminò verso il grande portone che lo separava dall'altare del Vincolo.
Le sue membra spinserò sui cardini arrugginiti, muovendone i ferrei battenti.
Iniziò così il viaggio del Campione della Cenere.

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