Saturday, May 28, 2016

Per chi suona la campana?

In questo racconto ci inoltriamo nella Lore di Dark Souls 3, indagando l'animo di un personaggio enigmatico: Gundyr.
Non aggiungo altro per non rovinare la lettura e/o fare spoiler.

Per chi suona la campana?

Don, Don.
Un rintocco funebre, eco che perdura, suono primitivo.
Don, Don.
La fiamma si affievolisce ed i brandelli di cenere danzano.
Per chi suona la campana?


La pietra si muove, arranca, si sgretola; un unico fascio di luce penetra nell'oscurità.
Oh luce, così calda, così rassicurante.
La cenere sopita ha un sobbalzo, un fremito vitale: il mero scorcio d'un mondo esterno ne ravviva le braci.
Le mani, deboli, impattano contro il fardello, spingono, raschiano, in una lotta incessante, ancestrale, comune.
La luce che filtra nell'oscurità aumenta, donando nuova energia al tizzone spento.
Qualche sforzo ancora ed è fatta!
Un forte respiro, una spinta ed un tonfo.
Così la fiamma sopita rivide la libertà.
Si alza dal suo giaciglio, esce dalla nuda roccia e poggia i piedi sull'aspro terreno: quelle sensazioni gli sembrano familiari e, al tempo stesso, estranee.
S'erge così, debole seppur orgoglioso, il perso campione, alla destra la sua lancia, compagna di tante avventure, d'innanzi a se il vuoto ed una missione.
Rapida si muove la fiamma, districandosi nel vespro ed esaminando quel luogo tanto ameno: innumerevoli tombe lo circondano, forse le tombe di chi ha fallito.
I suoi passi sono impacciati ma il suo incedere è deciso.
Scorge subito il primo ostacolo: un essere incappucciato che, inerme, veglia la strada; che sia anch'egli un relitto della fiamma?
Poco importa, la lancia del giovane tizzone è rapida, troppo per un essere vuoto e privo di coscienza.
Il sangue, nero, sgorga dalla ferita aperta, l'essere esala un ultimo respiro e muore silenziosamente.
Silenzioso come tutto il resto del mondo: tutto tace.
Qualcosa non va.
La fiamma sopita lo sa bene, questo lo ha notato. Che il suo risveglio sia stato vano?
Non importa, il campione è ligio al suo dovere e prosegue, inesorabile, nel suo cammino.
Altri non-morti vuoti, altra sofferenza, altri affondi di lancia.
L'arma del campione ancor si macchia di sangue infetto, maledetto.
L'area è completamente sgombra da qualsivoglia interferenza, è il momento di andare avanti verso il proprio destino.
Il giovane tizzone s'inerpica su per un'erta, alle sue spalle cinque nemici morti, al suo fianco destro un'enorme città fortezza... che sia essa la sua destinazione ultima?
Dalla cima della salita si può notare il panorama sottostante: un immenso edificio s'erge di fronte al campione, separato da esso da una semplice strada che, se prima s'inabissa verso una zona colma di tombe, poi si rialza, verso la salvezza.
Non vi è nessun falò, in quel piccolo spazio, solo braci.
Qualcosa non va.
Il campione non demorde, non si lascia andare: si getta a capofitto in una lunga discesa, falciando qualsiasi nemico si opponga al suo incedere.
Arriva ad uno spiazzo, privo di vita, circondato da alberi ancestrali e tombe aperte.
Dall'altra parte dello spiazzo giace un enorme portone metallico: l'ingresso verso la salvezza, verso casa.
Corre, la fiamma sopita, corre con la gioia d'un fanciullo. Lui non sa.
Apre la porta con veemenza, facendone cigolare i cardini.
Corre, a perdifiato, verso l'edificio, noncurante di qualsivoglia intralcio, è felice, felice di essere arrivato a quel punto, di essere lui il prescelto.
Entra celermente nel santuario, ritrovandosi in un'immensa stanza dalla pianta circolare; subito s'accorge d'una luce proveniente dal centro di questa stanza e, privo di ragione, corre verso di essa.
Qualcosa non va.
Al centro del santuario vi è solo una brace spenta, affiancata dal corpo morto di una donna.
Il campione non capisce, non è così che doveva andare.
Dov'è la sua guardiana del fuoco? Dov'è il suo santuario?
Capisce. Tutto, o forse niente.
Rammaricato ripercorre la strada dalla quale è giunto, non incontrando ancor una volta anima viva.
Che tutta la sua esistenza sia una farsa?
Esce dal portone e si mette al centro dello spiazzo; cento candele danzano intorno al suo corpo, la lancia alla sua destra.
China il capo, rassegnato, poggia a terra il ginocchio sinistro: una sola lacrima cade, prima che la figura diventi immota.

Una volta, un campione arrivò tardi per la festa, venendo accolto da un santuario senza fuoco.

A Fantasy Tale

A Fantasy tale
Il nuovo format

Questo blog, da tempo, è rimasto inutilizzato o, comunque, "vuoto" di nuovi contenuti. Dopo una -breve- parentesi in inglese, eccomi di nuovo tornato alla carica.
No, non vi tedierò con altri Post sul mondo videoludico o altre "scemenze".
No, questo non sarà il solito blog di cose Nerd come tanti.

Voglio proporre invece un nuovo format, che includa l'elemento videogiochi/fantasy ma che, al tempo stesso, si discosti da un approccio prettamente Nerd o da videogiocatore.
Voglio trasformare il blog in una "taverna" dove un "bardo" canta e racconta le gesta di eroi.
In sunto, utilizzerò questo Blog per pubblicare le storie da me scritte riguardo l'ambiente Fantasy/Horror/Dark Fantasy.
Dopo l'ispirazione che Dark Souls mi ha dato (ho scritto anche una storia a riguardo, che ha ricevuto una buona accoglienza nella community) ho deciso di iniziare a narrare, con una certa regolarità, le vicende dei più disparati personaggi.

Non aspettatevi azione e scazzottamenti: le mie storie sono enigmatiche ed oscure, dal significato nascosto, dai toni drammatici.
Non spaventatevi per il linguaggio usato, semplicemente mi piace così!

Ultima rapida cosa: mi farebbe moltissimo piacere ricevere dei Feedback da parte dei lettori e, se le storie vi piacciono, condividetele sui Social Network!