Tuesday, February 23, 2016

Perché leggere il Silmarillion

Perché leggere il Silmarillion? 

Recentemente, girando su varie pagine Facebook a tema "Signore degli Anelli", ho notato che il Silmarillion, opera postuma e incompiuta di Tolkien, per molti risultava, e risulta tutt'ora, una completa incognita.

Eh ma è troppo pesante... ma non si capisce niente... ma è tutto un casino di nomi...

Quanta gente, davanti a questi luoghi comuni, ha paura di affrontare la lettura di tale scritto?
E, puntualmente, ha bisogno di confrontarsi con altri Nerd, sulle varie forme di Social Network, alla ricerca di un consiglio.

Ebbene, per ovviare a tutto ciò, scrivo il mio personale pensiero riguardo il Silmarillion, sperando che possa arrivare a chi è indeciso o si è fatto ammaliare da brutte dicerie.
Sperando di appassionare un poco di più al mondo di Tolkien.

Iniziamo in ordine.

Per chi non lo sapesse, il Silmarillion è un'opera postuma di J.R.R. Tolkien, data alle stampe nel 1977 dal figlio Christopher.
E no, non è per niente somigliante a lo Hobbit o il Signore degli Anelli.
Sono due mondi completamente diversi.

Se lo Hobbit è la storia di Bilbo, Thorin, Gandalf e i nani che vanno alla ricerca di Erebor, o il Signore degli Anelli la storia di Frodo e Sam che vanno a distruggere l'unico anello al Monte Fato, il Silmarillion è la Storia di Arda.

Quando si prende in mano il Silmarillion, non bisogna aspettarsi di legger narrate delle vicende concentrate su dei protagonisti: il vero protagonista è il Mondo (Arda) concepito da Tolkien.
Ed è per questo che i temi trattati nell'opera spaziano dall'inizio di Arda sino alla Terza Era (dove sono ambientati "Lo Hobbit" e "Il Signore Degli Anelli").
Non aspettatevi nemmeno un libro per bambini in stile Lo Hobbit; il linguaggio di Tolkien ne il Silmarillion è aulico e molto più simile a quello de Il Signore Degli Anelli.



Per prima cosa evidenziamo la struttura: il Silmarillion è suddiviso in Cinque parti.
Non cadrò nello Spoiler ma darò una semplice descrizione di ogni parte, per delineare meglio e sopire i dubbi dei reticenti.

Ainulindalë
Qui Tolkien introduce la creazione stessa di Arda da parte di Eru Iluvatar e dei Valar.
Indispensabile per ogni Nerd che si rispetti, specialmente perché colma un enorme vuoto creato con le due opere precedenti (in linea editoriale, ovviamente).
Nasce inoltre la terra di Aman, il reame beato di Valinor, luogo ove gli elfi fuggono nella Terza Era (per chi ha letto il Signore degli Anelli) e dove vanno pure i portatori dell'anello.

Valaquenta
Sezione che spiega accuratamente i nomi di tutti i Valar e di alcuni Maiar, evidenziando i ruoli dei principali.
Potrete scoprire da dove viene Sauron o come sono stati creati i Balrog.
Inoltre quante cavolo di volte, nel Signore degli Anelli, hanno urlato "a Elbereth Gilthoniel".
In questa sezione, ma anche nelle successive, potrete scoprire chi diavolo è 'sta Elbereth e perché è tanto cara nella Terra di Mezzo.

Quenta Silmarillion
Il libro si concentra poi sulla prima Era della Terra di Mezzo. Un'era di stragi, catastrofi, guerre ed imprese eroiche.
Questa sezione è ambientata, principalmente, nel Beleriand, una zona geografica che si trova a Nord della Terra di Mezzo che noi tutti conosciamo, dopo gli Ered Luin.
Delle sorti del Beleriand non tratterò, lasciando a voi il piacere della lettura.
Si delineano diversi personaggi principali, come i Noldor, una delle tre grandi stirpi di Elfi (della quale fa pure parte Galadriel), e vengono forgiati i famosissimi Silmaril.
Vengono inoltre narrate le vicende di Beren e Luthien, i due amanti che, nel Signore degli Anelli, rimandano ad Aragorn e Arwen, lui uomo e lei elfa.
Come dimenticare, poi, l'epopea di Tùrin Turambar?
Una delle storie più struggenti di tutta la letteratura Tolkeniana (tanto che è stato pubblicato un piccolo libro, I Figli di Hùrin, per andare più a fondo nella vicenda).
L'ultima parte è dedicata al viaggio di Eärendil ed al destino che lui e i suoi figli (uno dei quali incontrato sia ne lo Hobbit che ne il Signore degli Anelli) dovranno far fronte.

Akallabeth
Conclusasi la Prima Era con grandi cambiamenti nel mondo intero, sorge la seconda Era che, in toto, è l'era della supremazia degli Uomini (i secondogeniti).
Questo capitolo tratta dell'ascesa e della caduta di Nùmenor, il più potente regno degli uomini mai esistito, tanto grande e maestoso da stupire e sconfiggere Sauron.
In questo capitolo si parla dei numenoreani esiliati, come Elendil e suo figlio Isildur, che forgiarono i regno di Arnor e Gondor nella Terra di Mezzo.
Gli antenati di Aragorn, insomma.

Gli anelli del Potere e la Terza Era
L'intero capitolo è qualcosa di "già sentito". Esso infatti tratta degli Anelli del Potere, dalla loro nascita sino alla loro distruzione.
Viene anche delineato il ruolo e la provenienza degli Istari, come Gandalf, Saruman, Radagast e i due stregoni blu.


Questo è il breve riassunto, evitando ovviamente spoiler.
Da quanto letto sorge subito un'osservazione:

Come ha fatto Tolkien a scrivere tanta roba in 540 pagine?

Lo stile del Silmarillion è tanto aulico quanto riassuntivo.
Tolkien butta dentro nomi, avvenimenti e luoghi a non finire, per questo può risultare impegnativo.
Eppure, una volta approcciato al modo giusto, il Silmarillion risulta essere una lettura rapida, specialmente se curiosi di conoscere la storia di Arda nella sua interezza.
Io lo sto rileggendo per la terza o quarta volta, e non noto ormai nessuna difficoltà nel linguaggio o nella quantità di nomi.
Se vi dicessi che nel Silmarillion incontriamo personaggi come Galadriel ed Elrond?
Chi riuscirebbe a sapere le loro origini semplicemente leggendo Il Signore degli Anelli?

In conclusione, ci troviamo di fronte ad un'opera massima di Tolkien, un capolavoro che, come dico io, rientra nei tre maggiori scritti del maestro (assieme a Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli).
E' una lettura che vi consiglio caldamente e che non dovete assolutamente perdervi, specialmente voi Fans di Tolkien che leggerete questo articolo.

Sperando di aver instillato un minimo di curiosità nei vostri animi,
vi lascio questa mia riflessione

Alla prossima!





No comments:

Post a Comment